Costruire città intelligenti per davvero: riflessioni su Smart City Expo World Congress 2019

Andrea Sorri

Parlo di Smart City da diversi anni e nel corso di questi mi è stato spesso chiesto di definire “Cosa si intendesse per città intelligente?”. Tuttavia, ora che le città intelligenti non sono più solo concetti, se ne parla in modo diverso. Gli sviluppi tecnologici hanno portato ad un rapido aumento di città intelligenti in tutto il mondo, con l’obiettivo finale di renderle più vivibili e redditizie.

Essendo da poco tornato dallo Smart City Expo World Congress 2019, come ormai da tradizione, condivido le mie opinioni. È stato un anno significativo – il tema era “Cities Made of Dreams”, e questo mi ha dato ulteriore conferma del fatto che le città intelligenti rientrano tra i temi caldi del momento. L’evento del 2019 ha attirato molte più persone rispetto al passato (oltre 24.400 visitatori), e provenienti da una più ampia gamma di funzioni organizzative, che vanno dalle industrie tecnologiche fino ai responsabili politici e agli imprenditori.

Mentre negli incontri e nelle presentazioni molte persone si riunivano per discutere dei problemi più urgenti che affrontano le città: trasformazione digitale, ambiente urbano, mobilità, governance, finanza e città capaci di inclusione e condivisione, il mio pensiero principale dopo la fiera è nato da una nuova domanda che mi hanno posto: “Quali sono i diversi significati del concetto di Smart City?”.

 

Non c’è un modello di città intelligente

Il significato che ogni città da al concetto di Smart City non è detto che sia lo stesso per tutte. Per alcune città, aziende e organizzazioni è un’opportunità per confrontarsi. Per altri affrontare obiettivi concreti che soddisfino un’esigenza attuale è una vera mission e per altri ancora, è la visione di posizionare la città verso un’ambizione che è ancora abbastanza astratta. Tutti e tre questi aspetti potrebbero persino trovarsi nella stessa città e coesistere in futuro.

 

Cosa sta succedendo ora nelle città intelligenti?

Quest’anno ho avuto la sensazione che la necessità di raggiungere obiettivi concreti fosse ciò che la maggior parte dei visitatori sperasse di raggiungere. Le soluzioni e cosa queste rendono possibile sono state di grande interesse, infatti la domanda più popolare è stata: “Quali sono le soluzioni concrete offerte?”.

L’industria negli ultimi anni si è mossa molto. Infatti, con 16 partner nello stand, la sola Axis comprende una vasta gamma di soluzioni; questo significa che i visitatori ne hanno trovata almeno una o due in grado di soddisfare le loro esigenze.

 

Sviluppi e tendenze del futuro

Ho scoperto che, quando visitatori cercano di investire in soluzioni per città intelligenti, sono interessati principalmente a tre aree: la sicurezza pubblica, la mobilità e la sostenibilità. Questo significa che possiamo aspettarci di vedere nuovi sviluppi in almeno una di queste aree, con l’obiettivo di implementare tecnologie che affrontino congiuntamente tutte queste tre sfide.

La mia filosofia – e quella di Axis – è che lo sviluppo di una città intelligente sia guidato dalla costruzione di un ecosistema. Quindi, come potete immaginare, sono stato felice di vedere che la mia visione di cinque anni fa stia diventando realtà e che il nostro modello di città intelligente può essere replicato e ampliato ulteriormente nel nuovo decennio. Non vedo l’ora di rivedere e confrontare fino a che punto siamo arrivati ​​alle prossime edizioni dell’evento poiché credo che il 2020 costituirà l’anno della svolta delle smart city.

Ti stai chiedendo in che modo la sorveglianza può contribuire a rendere una città più intelligente e sicura?

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