Quando pubblico-privato diventa realtà nelle Smart Cities

Andrea Sorri

“L’unione fa la forza”, recita il proverbio.

Una considerazione ancora più valida quando ci si riferisce ai sempre più diffusi progetti di Smart City legato alla sicurezza. Un ambito in cui enti e soggetti pubblici e privati ​devono lavorare in sinergia per favorire lo sviluppo di sistemi integrati e funzionali.

Questa rinnovata relazione tra pubblico e privato sta già contribuendo al buon funzionamento – e talvolta al successo – di diversi progetti in tutto il mondo. Guardiamone qualcuno insieme.

 

Quando Pubblico-privato è universale

Partiamo dagli Stati Uniti con la SafeZone di Minneapolis, un progetto di video sorveglianza e di comunicazione collaborativo tra ditte di sicurezza private e forze di polizia che ha già contribuito a ridurre i tassi di criminalità nel centro della città. Anche la città di Hartford nel Connecticut ha abbattuto i tassi di criminalità grazie alle piccole imprese e alle associazioni di quartiere che lavorano con il dipartimento di polizia locale.

Un altro esempio è il progetto Green Light Detroit, in cui il dipartimento di polizia collabora con le stazioni di servizio in tutta la città e con la comunità locale per migliorare la sicurezza del quartiere e garantire maggiore protezione alle imprese locali: un progetto che ha garantito maggiore sicurezza e contribuito a creare una relazione più efficiente e aperta tra i servizi pubblici e le imprese private.

Spostiamoci più a sud per osservare Conectàndonos Mexico, un progetto di videosorveglianza sinergica tra industria privata, governo e comunità che prevede la condivisione dell’uso di telecamere IP a costo zero tra i comuni dell’area per rafforzare la sicurezza e sviluppare progetti volti a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Spostandoci in Europa, ci sono progetti diretti da tripli o quadrupli helix cluster gestiti in compartecipazione da gruppi pubblici e privati come il governo, le istituzioni, i settori industriali e la comunità.

Stratumseind, la strada dei bar a Eindhoven, si è ad esempio trasformata in un “laboratorio vivente” di tecnologie innovative. Il progetto – iniziato nel 2014 e ancora in corso – utilizza i dati della movida notturna per dirigere gli spostamenti dei visitatori e migliorare la sicurezza pubblica.

Nella stazione di polizia di Assen vigili del fuoco, paramedici e controllori del traffico, attraverso un sistema di controllo integrato, garantiscono la sicurezza del pubblico durante l’annuale festival dei motociclisti, quando più di 100.000 persone vengono a visitare la città, riducendo al minimo i casi di incidenti e il rischio di crimini.

Un esempio per quanto riguarda il traffico ci arriva invece dal centro della città di Almere, dove la viabilità automobilistica è sensibilmente migliorata quando gestori dei parcheggi e forze di polizia hanno iniziato a collaborare attraverso una piattaforma comune.

 

Il potere del pubblico-privato

Progetti di Smart City come questi consentono lo sviluppo di un sistema di videosorveglianza in tempo reale sempre aggiornato grazie alla cooperazione tra le imprese locali e agenti di sicurezza con le forze di polizia. Condividere la propria quotidiana esperienza di monitoraggio della sicurezza permette infatti di migliorare le misure di salvataggio e di semplificare le indagini della polizia, favorendo la gestione di questioni critiche come criminalità, traffico, ambiente e sicurezza e offrendo ai cittadini una maggiore percezione della sicurezza pubblica.

Utilizzando le migliori pratiche internazionali, le partnership tra organizzazioni pubbliche, aziende private e comunità possono portare benefici all’intero sistema: sicurezza pubblica, sviluppo economico e migliore efficienza gestionale, in cui i comuni danno ai cittadini e alle imprese locali la possibilità di svolgere un ruolo chiave in questo processo, allo stesso tempo sensibilizzandoli e responsabilizzandoli.

 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato in lingua inglese sul blog globale Secure Insights.