La rivoluzione della sorveglianza: gli inventori della prima telecamera di rete

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13 giugno 2019
Non esistono formule magiche per avere successo. A ben guardare, però, le grandi invenzioni e innovazioni hanno sempre qualcosa in comune: persone entusiaste e impegnate, con un'idea, uno stimolo e un ottimo tempismo. Questi fattori hanno portato anche all'invenzione della prima telecamera di rete Axis. Tutto iniziò con un viaggio in Giappone…

La nascita di un idea rivoluzionaria

Torniamo ai primi anni '90, quando una grande idea mosse i suoi primi passi: Martin Gren, cofondatore di Axis, si trovava a Tokyo per incontrare alcuni potenziali clienti. Uno di loro gli disse di avere un magazzino stracolmo di telecamere analogiche, difficili (se non impossibili) da vendere. Sapendo che Axis aveva sperimentato una tecnologia che rendeva più intelligenti le reti, chiese a Martin se fosse possibile collegarle a una rete. Martin Gren ne intravide le potenzialità e l'idea iniziò a farsi largo.

Quello che ancora non sapeva era che un ingegnere Axis di nome Carl-Axel Alm stava sviluppando il prototipo di un sistema di rete per videoconferenze. Quando Martin tornò dal Giappone con questa nuova idea e vide ciò a cui stava lavorando il collega, capì che non erano lontani dal trasformare il tutto in realtà. Ma invece di usare questa tecnologia per un sistema di videoconferenza, settore che non riteneva fruttuoso per Axis, Martin suggerì di utilizzare il nuovo hardware per creare una telecamera di rete.

Carl-Axel Alm

Quando parliamo della realizzazione di una telecamera di rete, capace di ricevere i dati di controllo e inviare le immagini registrate via Internet, è importante ricordare che tutto questo accadeva prima della diffusione di massa del World Wide Web, che veniva utilizzato principalmente da tecnici e specialisti di rete. Il team, dunque, dovette costruire il prodotto con le tecnologie disponibili ai tempi. Ripensando alla situazione di allora, Carl-Axel spiega: “Se il tuo capo era magnanimo, al massimo avevi un modem e un computer da 200 MHz. Le prestazioni erano scarse: solo un fotogramma ogni 17 secondi (o 3 fotogrammi al minuto). Dunque, i nostri prodotti erano allineati alle tecnologie del tempo”. Martin aggiunge: “Abbiamo costruito il prodotto solo perché ne eravamo in grado, non perché vedessimo opportunità di mercato”.

Il 17 settembre 1996 ad Atlanta, poco dopo le Olimpiadi, il duro lavoro si concretizzò nella prima telecamera di rete: AXIS 200 Network Camera, detta anche “NetEye”.

Ma chi fu il primo cliente? “Avevamo un modello di business indiretto, ma avevamo contatti e richieste di assistenza da parte degli utenti finali. Una di queste arrivò da Steve Wozniak, l'altro fondatore di Apple, che fece la prima chiamata all'assistenza. Risultò che aveva un gran numero di AXIS 200”, spiega Martin.

Intuizioni e impressioni

 

Steve Wozniak e Martin Gren
Steve Wozniak e Martin Gren

Tante nuove invenzioni non vengono capite subito e la prima telecamera di rete ebbe le stesse difficoltà. “Due momenti mi fecero capire che avevamo dato inizio a qualcosa di grande. La prima fu quando visitammo il salone Ifsec in Inghilterra nella primavera del 1996, prima del lancio di AXIS 200, e vedemmo che tutto era analogico. O l'intero settore sarebbe rimasto analogico, oppure avevamo a che fare con qualcosa di importante. Il secondo fu allo stesso salone nel 1998, quando esponemmo la telecamera: era evidente che tutti ci sottovalutavano. Pensavano che fossero webcam da quattro soldi e che noi fossimo alla fiera sbagliata. 

 

 

La vendita delle prime telecamere e la nascita del chip ARTPEC

“Quando abbiamo iniziato a lavorare alla AXIS 200, lo abbiamo fatto perché potevamo, non per esigenze di mercato. Ma appena siamo andati ai saloni della sicurezza come l'Ifsec, ci siamo accorti che le tecnologie esistenti erano obsolete (perché erano principalmente analogiche) e così il modello di business nel settore della sorveglianza”, spiega Martin. Secondo il modello di business più comune, i rappresentanti delle aziende vendevano i prodotti direttamente agli integratori e agli utenti finali. Al contrario di molte altre aziende del settore IT, Axis aveva sempre avuto un rigoroso modello a due livelli: in altre parole, vendeva i suoi prodotti solo ai distributori, che a loro volta li rivendevano agli integratori. Non erano previste eccezioni. Poiché le telecamere di rete richiedevano un ecosistema formato da software, server, switch e router, il vecchio modello non era applicabile. Soprattutto, il modello a due livelli era molto più scalabile.

Axis iniziò a fare sempre più affari e il suo team percepiva la grandezza della sua impresa. Quindi, decise di investire sul primo chip dedicato alle telecamere di rete: ARTPEC-1, sigla di Axis Real Time Picture Encoding Chip. Il nome ARTPEC fu dato da un dipendente Axis dell'ufficio marketing di Boston. “L'investimento sul primo chip ARTPEC era così importante che, se avessimo fallito, poteva costarci l'azienda. Capimmo che era una grande opportunità e continuammo a svilupparlo per crescere”, commenta Martin. Axis non dovette aspettare molto i frutti di questa decisione: ARTPEC ispirò la rapidissima impennata commerciale delle telecamere, che erano finalmente idonee alla videosorveglianza vera e propria. Il risultato fu un fatturato sempre maggiore.

Storia del primo design

Original sketch of AXIS 200
The first sketch of AXIS 200, visualizing the unusual non-brick-shaped design.

Ad attirare l'attenzione fu soprattutto il design insolito della telecamera, che non era più a forma di mattone come tutte quelle di allora. Il suo design piuttosto strano aveva però qualche effetto collaterale. “In effetti aveva la migliore e la peggiore forma allo stesso tempo. La migliore perché finiva sulle copertine di molte riviste di computer grazie al suo aspetto così diverso. La peggiore perché comportava alcuni problemi, come trovare una custodia adatta alla telecamera”, spiega Carl‑Axel.

“Più tardi, quando la telecamera era già sul mercato, ci fu anche un episodio divertente”, racconta Martin. “Kettil, un tecnico dell'assistenza, ricevette una chiamata da un cliente che aveva installato una AXIS 200 su una pista da sci, ma non funzionava. A quei tempi avevamo qualche problema a trovare una custodia adatta alla telecamera, come ha detto Carl-Axel. Kettil chiese al cliente quale fosse la temperatura, e lui rispose che c'erano -22 °C! Allora gli domandò che tipo di custodia usasse. Il cliente disse: 'Custodia? Quale custodia?' 'Vede... bisogna usare una custodia per utilizzare la telecamera all'esterno...'”.

Gli ostacoli di “NetEye”

Quello raccontato finora sembra un viaggio tranquillo, ma come capita con molte grandi invenzioni, il team ha anche dovuto affrontare qualche ostacolo. Alcuni erano piccoli: ad esempio, si venne a sapere che registrare un secondo marchio per il prodotto “NetEye” sarebbe stato troppo costoso, quindi il nome rimase AXIS 200. Ma il team non si fece scoraggiare dalle difficoltà. “Non ho mai pensato di smettere. La cosa più importante era che la nostra divisione era separata dal resto di Axis, quindi avevamo la libertà e lo spazio per elaborare nuove idee. Altrimenti non saremmo mai arrivati così lontano”, commenta Martin.

“Sono d'accordo”, aggiunge Carl-Axel. “Eravamo un team centrale di 8-10 persone che gestivano la divisione telecamere tenendola completamente separata dal resto di Axis. Potevamo imparare dai nostri errori. Allo stesso tempo, però, era molto comodo avere il sostegno degli altri reparti dell'azienda, come acquisti, vendite e finanza”.

Oltre ai problemi sopra descritti, bisognava convincere la dirigenza di un prodotto che negli anni '90 non era mai esistito. Di invenzioni ce n'erano state, ma erano più che altro estensioni o perfezionamenti di prodotti che esistevano già, quindi era più facile promuoverli a clienti e dirigenti. “Ho presentato il prodotto al consiglio direttivo Axis e ho provato a spiegare che avevamo a che fare con qualcosa di grande. Voglio dire, usare un browser web per vedere le immagini della telecamera cambiava le regole del gioco! Successivamente, questa tecnologia si è evoluta in un sistema web‑server con immagini in diretta. Alla fine, concordai con Mikael Karlsson e l'amministrazione di vendere 10.000 unità entro due anni: alla fine siamo arrivati a 14.000. Non male, considerando che erano prodotti completamente nuovi”, commenta Martin. Le cifre parlavano da sole e Martin Gren ebbe la sua divisione telecamere: per Axis era l'inizio di una nuova era.

 

Usare un browser web per vedere le immagini della telecamera cambiava le regole del gioco!

Una piccola telecamera per Axis, un grande passo per la videosorveglianza

Per fortuna, Martin e Carl-Axel non si arresero ai problemi e continuarono a sviluppare la AXIS 200. Il dispositivo aprì la strada a un mondo più intelligente e sicuro grazie alle soluzioni di rete, che oggi includono la videosorveglianza, l'analisi di dati, il controllo accessi e i sistemi audio.

È straordinario vedere come due idee possano fondersi e far nascere un dispositivo come AXIS 200, che ha cambiato per sempre il panorama della sorveglianza. Nessuno, neanche gli stessi sviluppatori, avrebbero mai immaginato dove sarebbero arrivati 23 anni dopo: la telecamera di rete non era solo alla base di una tecnologia, ma anche di molti casi d'uso interessanti e complessi.

Ascoltando i due inventori, è evidente che amano quello che fanno. “Lavoro per Axis da più di 25 anni e ho visto nascere le telecamere termiche, le telecamere modulari e il radar. Faccio ancora il tecnico sviluppatore perché sono una specie di inventore pazzo, tipo Archimede Pitagorico. Quello che mi spinge ad andare avanti è sviluppare prodotti nuovi e divertenti, che possano essere venduti in grandi volumi: non che vadano semplicemente di moda, ma che siano validi e piacciano ai clienti”, spiega Carl-Axel con un sorriso.

Per ulteriori informazioni contattare: Mara Baj, Marketing Assistant, Axis Communications
Telefono +34 597 837 40
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