La fiducia e il ruolo dell'etica nella catena logistica

Articolo
16 gennaio, 2019
La fiducia è sempre più preziosa per qualsiasi attività e la posizione etica di un'impresa è fondamentale per il suo rapporto con i principali stakeholder. Abbiamo intervistato Ray Mauritsson, presidente e CEO Axis, e Johan Paulsson, Chief Technology Officer, per conoscere le loro opinioni sull'etica e sulla fiducia.

Disse una volta il saggio: la fiducia si conquista in anni, si perde in pochi secondi e si riconquista in una vita. Nel commercio, la fiducia è fondamentale: facciamo affari solo con persone di cui ci fidiamo e abbiamo successo solo se la gente si fida di noi: per un'azienda, dunque, è una risorsa sempre più essenziale e tangibile.

Numerosi esempi mostrano che una perdita di fiducia tra un'azienda e i suoi clienti, Partner o azionisti ha effetti negativi sul suo valore commerciale e sulle sue performance. Sono molti gli elementi che fanno guadagnare (e perdere) la fiducia; il comportamento etico di un'impresa influisce sempre di più, soprattutto in relazione alla tecnologia, alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale.

In questa intervista, Ray Mauritsson e Johan Paulsson spiegano come l'etica e la fiducia incidano su vari aspetti legati al commercio, alla tecnologia e ad Axis stessa.

D: come considerate il rapporto tra il comportamento etico e la fiducia nel mondo commerciale?

Ray Mauritsson: a mio avviso, è un rapporto assolutamente essenziale e diretto. La nostra azienda è cresciuta grazie a rapporti di lunga durata con clienti e Partner basati su pratiche commerciali aperte, trasparenti ed etiche. Questo rapporto, però, è diverso per ogni impresa, per i suoi clienti e per gli altri stakeholder. Forse, alcuni settori sono meno sensibili ai problemi etici rispetto alla sicurezza, ma per me l'etica non è negoziabile.

Johan Paulsson: sono d'accordo. In qualità di operatore tecnologico, quello che mi interessa è vedere che l'etica di ogni impresa è sempre più legata a fattori associati alla tecnologia. Oggi, ad esempio, uno dei modi più rapidi di perdere la fiducia in un'azienda è non riuscire a proteggere i dati di un cliente, o utilizzarli mettendoli a repentaglio. Non c'è impresa al mondo che non debba pensare alle implicazioni etiche dell'uso dei dati e allo sviluppo della tecnologia.

D: come si manifesta tutto ciò in Axis?

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Ray Mauritsson: la cosa più facile è rispettare le normative di settore e quelle internazionali, che ci dicono come operare e quali criteri rispettare, ma per noi questo è un punto di partenza, un cosiddetto “fattore igienico”. “Fare la cosa giusta” e “farla bene” deve essere nel DNA di un'azienda, e lo è certamente in quello di Axis. Dunque, in ogni area della nostra azienda pensiamo a lungo termine e definiamo standard che vanno oltre i requisiti legali. Rientrano in questo ambito le pratiche finanziarie, i codici di condotta per i dipendenti, la sostenibilità, l'uso/archiviazione dei dati e altre aree. Ma non si tratta solo della nostra azienda. Axis fa parte di una lunga catena logistica: se un qualsiasi anello della catena non rispetta gli standard da noi definiti, può compromettere la fiducia che ci siamo conquistati. Dunque, abbiamo implementato altri processi per garantire che i fornitori e i Partner siano allineati ai nostri valori e alle nostre aspettative.

Johan Paulsson: : noi parliamo di “tecnologia con responsabilità”. È un mantra che può essere applicato a vari livelli, da quello esistenziale a quello esecutivo. Essendo un'azienda che se ne occupa da oltre 30 anni, conosciamo bene gli effetti positivi che può avere la tecnologia, ma anche i problemi che si possono avere quando l'innovazione procede a passo spedito. Prendiamo ad esempio l'intelligenza artificiale, che ha potenzialità enormi in tutti i settori: dalla sanità ai trasporti, dalla sicurezza alla finanza. Tuttavia, solleva anche importanti questioni etiche. Solo perché possiamo fare qualcosa, non significa necessariamente che dobbiamo farla. Per agire in modo etico, è fondamentale porsi continuamente questa domanda. Questo viene evidenziato nella Lettera di Copenhagen. Ad un livello più basilare, riguardo la fabbricazione dei nostri prodotti, dobbiamo essere sicuri che ogni componente soddisfi gli standard di qualità e sostenibilità da noi definiti. La fiducia arriva valutando attentamente tutti gli aspetti dei nostri prodotti, analizzando gli specifici materiali e l'origine dei componenti elettronici.

D: Axis lavora in un'area sensibile e crea prodotti per la sicurezza e la sorveglianza. Una volta nelle mani del cliente, come fate a garantire che i prodotti siano utilizzati in modo da rispettare la vostra filosofia, ovvero “creare un mondo più intelligente e sicuro”?

Ray Mauritsson: è una bella domanda, oltre che una nostra priorità. Facciamo diverse cose per garantire che i prodotti siano utilizzati in modo da seguire la nostra filosofia. Innanzitutto, definiamo con molta chiarezza le finalità e i casi d'uso specifici per ogni prodotto che immettiamo sul mercato, li comunichiamo esplicitamente ai nostri Partner e partecipiamo attivamente al processo di vendita. La formazione e l'istruzione dei Partner nei vari canali di vendita è un'altra importante iniziativa per garantire che le finalità dei prodotti siano comprese correttamente. Decidiamo proattivamente anche a chi vendere e non vendere, e in quali paesi, nel tentativo di impedire che i prodotti siano utilizzati in un modo che non riteniamo etico. Le opportunità commerciali che ricadono in una zona grigia per quanto riguarda l'uso etico dei prodotti – che sono molto rare – vengono sottoposte all'attenzione di un “consiglio etico”, che ne discute a giunge ad un accordo.

D: dal punto di vista tecnologico, Johan, dove è possibile varcare il confine etico? Che cosa ti preoccupa principalmente in questo senso?

Johan Paulsson: prima ho parlato dei dati. Sicuramente, e in generale, credo che siano una delle aree di maggiore attenzione dal punto di vista etico. Il modo in cui un'impresa (privata o pubblica) acquisisce, utilizza, condivide e protegge i dati personali è un elemento critico per qualsiasi individuo del pianeta. Le leggi come il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) hanno messo in evidenza che occorre proteggerli (anche in relazione alla videosorveglianza), ma sono gli esempi in cui le imprese hanno utilizzato i dati personali senza soddisfare o proteggere i consumatori ad aver portato il problema all'attenzione di un pubblico maggiore.

Axis CTO Johan Paulsson talking about ethics and trust in the surveillance industry

Guardando i dati da un'altra prospettiva, però, c'è una tendenza verso soluzioni adattate ad esigenze e criticità molto specifiche dei clienti, che naturalmente richiedono una valutazione ed uno studio dei dati da parte nostra. Ancora una volta, è fondamentale il rapporto di fiducia tra Axis e i clienti; solo così possono condividere i dati in sicurezza e ricevere una soluzione migliore.

In ultima battuta, i dati sono molto utili ad aziende e istituzioni, ma anche ad organizzazioni criminali. Tutti noi dobbiamo pensare a dove si trovano i nostri dati e a come vengono utilizzati. In qualità di impresa, dobbiamo operare in modo aperto e trasparente, soprattutto perché i servizi basati su cloud hanno un ruolo sempre più importante nel nostro settore.

Dal 2010, Axis pubblica un report di sostenibilità annuale che mette in evidenza le attività e le iniziative legate alla condotta aziendale, all'ambiente e alla responsabilità sociale. L'ultima versione del report può essere consultata qui.

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Sostenibilità