Realtà aumentata e videosorveglianza: in che modo possono collaborare?

Stefan Lundberg

È ampiamente dimostrato che sognare ad occhi aperti attiva processi cerebrali che aumentano il nostro potenziale creativo, così, di tanto in tanto permettiamo alla nostra mente di vagare tra i tanti “e se?” che affiorano tra i nostri pensieri.

Recentemente sono stati argomento di discussione i diversi modi in cui la realtà aumentata (AR) potrebbe essere integrata alla videosorveglianza e i numerosi tipi di scenari e casi d’uso in cui tale binomio potrebbe supportare la nostra visione di “un mondo più intelligente e più sicuro”.

Che cos’è la realtà aumentata?

In termini generali, la realtà aumentata può essere definita come la capacità di sovrapporre testo, immagini e altre informazioni in diretta, su una scena o un video, per fornire ulteriori comunicazioni e dati all’utente. Queste informazioni possono essere visualizzate su qualsiasi dispositivo, come monitor e smartphone, e in alcune applicazioni grazie a speciali occhiali intelligenti e cuffie.

Vale la pena, però, soffermarsi a fare un confronto con la realtà virtuale (VR), una tecnologia che tende ad essere spesso confusa con la AR per una concezione errata e diffusa di queste due realtà. La realtà virtuale, generalmente attraverso un visore, permette a chi lo indossa di adottare una prospettiva in prima persona e di guardare come se si trovasse fisicamente in un determinato luogo.

La realtà virtuale rappresenta dunque l’illusione di trovarsi in un ambiente o in un contesto particolare, mentre la realtà aumentata permette di aggiungere nuove informazioni in sovrimpressione a una scena reale attraverso l’uso di Smartglasses o di un device mobile.

Un semplice esempio di realtà aumentata in un contesto consumer potrebbe essere rappresentato da un individuo che cammina per strada in una città sconosciuta – dunque attraverso uno sguardo ‘dal vivo’ – mentre una serie di informazioni utili si sovrappongono a ciò che sta vedendo.
Queste informazioni potrebbero segnalare un luogo di incontro o altri punti di interesse a livello locale, e apparire sullo schermo a seguito di un comando vocale – ad esempio “mostrami i ristoranti con le migliori recensioni su questa strada”.

Alcuni partner di Axis stanno già sviluppando app che consentono di sovrapporre le informazioni ai video in diretta. CamStreamer sviluppa app che prevedono il live streaming dalle telecamere Axis per i siti di video più popolari. Inoltre, la sua app, CamOverlay, consente ai clienti di aggiungere grafica e informazioni ai video in diretta. Un esempio è quello di Praga, che mostra una telecamera in diretta mentre ruota per mostrare la città da diverse angolazioni, con le informazioni in sovrimpressione che si adattano a ogni cambiamento della scena.

La realtà aumentata può essere effettivamente considerata una sorta di “superpotere di visione”, in quanto aggiunge preziose informazioni a ciò che un soggetto sta osservando, ascoltando, toccando e persino annusando o assaggiando in quel momento, il tutto senza neanche dover utilizzare le mani!

Se parliamo di AR in quest’ottica, la nostra immaginazione può davvero correre verso gli scenari più disparati.

La realtà aumentata nella videosorveglianza

Le moderne telecamere di videosorveglianza di rete forniscono agli operatori immagini di altissima qualità che, già di per sé, costituiscono un valore importante. Le immagini in diretta di una scena, con livelli di dettaglio forensi consentono agli operatori di monitorare e valutare le situazioni e di rispondere in tempo reale a incidenti e attività, avvisando i primi soccorsi quando necessario.

Nelle situazioni in cui gli operatori sono impegnati a dirigere i primi soccorritori sul posto, appaiono evidenti i potenziali vantaggi che le informazioni aggiuntive sovrapposte sulla scena potrebbero apportare. Alcune telecamere Axis includono già un ausilio per l’orientamento in grado di sovrapporre i nomi delle strade e i punti cardinali a riprese video in tempo reale per fornire indicazioni più precise.

Ma quando i secondi possono fare davvero la differenza, potrebbero esserci molte altre informazioni utili da fornire tramite l’overlay. Capire, ad esempio, la posizione del defibrillatore più vicino ed essere in grado di dirigere le persone sulla scena tramite audio dal vivo potrebbero essere una mossa strategica, in grado di salvare anche delle vite.

Aiutare i primi soccorritori con il layout dell’edificio, gli ingressi e le uscite di emergenza, sia in remoto dalla sala operativa che in loco tramite dispositivi mobili, potrebbe accelerare l’evacuazione dell’edificio o aumentare le possibilità di trovare in tempi rapidi persone rimaste intrappolate all’interno. Disperdere in modo sicuro la folla da quelle aree attraverso i percorsi più idonei potrebbe ridurre il rischio di escalation degli incidenti: ancora una volta, tutto potrebbe essere gestito da remoto dalla sala di controllo con informazioni sovrapposte in diretta su monitor video o sul posto quando fornite su dispositivi mobile.

Guardare ancora più avanti

Se permettiamo alla nostra immaginazione di proiettarsi un po’ più avanti nel futuro, possiamo ipotizzare l’utilizzo di una combinazione di dati esistenti e dati ottenuti in tempo reale per fornire informazioni vitali ai primi soccorritori e al personale di sicurezza.

Tra i vari scenari possibili, consideriamo un agente di polizia che potrebbe visualizzare video con informazioni in sovraimpressione aggregando dati provenienti da sensori diversi come telecamere di sorveglianza, telecamere indossabili e aggiungendo persino dati sulla posizione dello smartphone. I diversi dati raccolti potrebbero essere utilizzati per condurre il poliziotto alla posizione esatta di un telefono cellulare da cui era partita una chiamata di emergenza, accelerando la ricerca delle persone in difficoltà.

Inoltre, non è difficile immaginare come il personale medico e paramedico potrebbero utilizzare la realtà aumentata, ad esempio, per fornire assistenza e cure alle persone coinvolte in un incidente. Inoltre, le riprese in diretta della scena li aiuterebbero a prepararsi in modo adeguato mentre sono in viaggio per raggiungere il luogo dell’incidente.

Oltre il servizio di emergenza

I casi d’uso sopra menzionati evidenziano i possibili impatti positivi della realtà aumentata sulla sicurezza pubblica. Si possono però immaginare anche esempi in altri settori.

Ad esempio, il personale di un impianto industriale potrebbe ricevere dati dai sensori collegati in tutto il sito – sensori di videosorveglianza, ma anche di temperatura, di qualità dell’aria e rilevatori di fumo – che gli consentirebbero di reagire ai problemi più rapidamente, avendo una visione chiara, in tempo reale della scena.

Gli avvisi relativi a improvvisi aumenti di temperatura, violazione dei perimetri, rumori specifici (ad esempio urla) potrebbero rendere subito visibili le immagini in diretta sui monitor video, mentre vengono tracciate le indicazioni del percorso più veloce verso la scena o verso le posizioni di estintori e allarmi. In caso di intrusione, le telecamere di videosorveglianza che individuano il soggetto, potrebbero persino lasciare una scia di “briciole di pane” sovrapposte al video che gli addetti alla sicurezza possono seguire per raggiungere la destinazione.

Usando ancora un po’ di immaginazione, è evidente come le potenziali applicazioni siano pressoché infinite.

Realtà aumentata e videosorveglianza: una combinazione da mettere in atto il prima possibile

Tecnologicamente, c’è ben poco – se non nulla – che può fermare lo sviluppo di soluzioni come quelle sopra descritte. In effetti, come accennato, potrebbero esserci già aziende che sviluppano questo tipo di applicazione della realtà aumentata, hanno solo bisogno di trovare il partner giusto.

Il nostro forum Axis Developer Community e il programma Application Development Partner (ADP) sono le sedi in cui quotidianamente creiamo il futuro, applicandolo alle nostre soluzioni di videosorveglianza. Spesso prima di quanto tu possa pensare. Vieni a trovarci:

 

ACAP: una piattaforma per l’innovazione