Completare il puzzle utilizzando la tecnologia di sorveglianza

Andrea Sorri

Riuscireste a compiere il crimine perfetto? Se sì, come lo fareste e da dove iniziereste? Se possiamo trarre qualche indicazione dai film, per poterlo realizzare è necessaria una lunga fase di pianificazione e ricerca in cui ogni rischio viene calcolato e risolto.

Si costituisce una squadra di esperti specializzati che lavorano insieme per stabilire le modalità di esecuzione del piano. I preparativi per ogni eventualità sono messi in atto, definendo chiaramente i piani B o anche C. In questo modo anche le eventualità più improbabili vengono prese in considerazione e non vi sono sorprese. Dopo aver messo in atto il piano, è poi fondamentale evitare l’intervento delle autorità, coprendo le proprie tracce e rimanendo invisibili fino a quando non si è raggiunta una distanza sicura dal luogo del crimine.

Nel mondo reale, è fondamentale che i criminali siano consegnati alla giustizia, poiché ogni fuga compromette l’integrità e la percezione pubblica delle attività di polizia. Fortunatamente, anche il piano “perfetto” ha dei difetti: piccoli errori di calcolo che permettono alle autorità di trovare indizi sull’identità, la posizione e i piani futuri dei responsabili. La tecnologia aiuta le forze dell’ordine ad avere una visione d’insieme degli incidenti, raccogliendo prove visive, uditive e digitali per assicurare i colpevoli alla giustizia. La sorveglianza di rete nelle smart city può scoprire indizi e prospettive che non sono immediatamente evidenti per i testimoni sulla scena.

 

Stare un passo avanti

I crimini possono essere commessi in qualsiasi momento ed è fondamentale che la tecnologia giusta sia presente prima che si verifichi un incidente. I criminali sono ampiamente consapevoli delle misure che le forze dell’ordine adottano per scoraggiare e prevenire il crimine o per registrare quanto avvenuto. Tuttavia, è la strategia con cui queste prove e queste soluzioni vengono elaborate dietro le quinte a garantire alle autorità di tenere sempre il coltello dalla parte del manico. Un processo che può doversi basare sul contributo di diverse fonti, soprattutto quando si tratta di crimini complessi. È in queste circostanze che, oltre all’azione delle forze dell’ordine, la cooperazione tra organizzazioni pubbliche e private può aiutare a ricostruire lo svolgimento di un crimine su diverse dimensioni, sia a livello cittadino che statale o internazionale.

 

Collaborazione in atto

Questa è la parte della trama che di solito viene considerata la più avvincente. Gli investigatori raccolgono prove e testimonianze da diverse fonti per costruire il loro caso e, all’atto finale, affrontare i colpevoli. Il mondo reale può essere meno drammatico, ma ci sono molti esempi di come un approccio simile viene utilizzato per ottenere risultati tangibili. Ad esempio, la città di Detroit ha dovuto affrontare livelli crescenti di criminalità violenta e i funzionari della città hanno deciso che era il momento di cambiare le cose adottando un nuovo approccio. Dopo aver analizzato i dati relativi ai crimini compiuti in città, hanno scoperto che quasi un quarto di quelli violenti erano avvenuti nel raggio di 150 metri da una stazione di servizio, e sempre dopo le 22.00. Questa intuizione li ha portati a creare il Progetto Greenlight, una partnership tra le stazioni di servizio e il Dipartimento di Polizia di Detroit. Attraverso questa collaborazione, in caso di crimini, i membri forze dell’ordine potevano ottenere l’accesso immediato ai filmati delle scene. La disponibilità di nuove prove ha permesso di ottenere una diminuzione del 50 per cento dei crimini violenti compiuti in città.

Spostiamoci dall’altra parte dell’oceano, a Londra. Nel 2016 un gioielliere di Mayfair è stato derubato di diamanti per un valore pari a 4,2 milioni di sterline in una rapina commessa da un finto gemmologo, che ha scambiato le pietre preziose con dei sassolini. I criminali sono riusciti a fuggire a Parigi prima che scattasse l’allarme. L’hanno quasi fatta franca, ma i detective della Flying Squad di Londra hanno avviato un’indagine facendo ampio uso dei filmati delle telecamere di sorveglianza. Questo ha permesso loro di ricostruire i movimenti del gruppo attraverso Londra e di risalire al principio di tutta la storia, svelando il loro piano. Alla fine, quattro anni dopo, due membri della banda sono stati arrestati proprio grazie ai dati e alle informazioni raccolte dalla tecnologia di sorveglianza.

 

E i silos di dati?

Nessuno dei due esempi di cui sopra sarebbe stato possibile senza un approccio fondamentalmente collaborativo tra più entità. Si tratta di superare quello che viene definito “mentalità silos”, in cui le collezioni di dati di organizzazioni diverse restano confinate nella disponibilità di quella che li ha raccolti. Attraverso la cooperazione, è essenziale porre le basi per la “rottura” di questi silos, in modo da offrire alle autorità un quadro completo durante l’indagine di un crimine. Ciò richiede due cose: la giusta mentalità e le giuste risorse. I dati video e audio raccolti da diverse fonti devono essere associati e presi in considerazione insieme al movente, la tempistica e l’obiettivo di un crimine. Ad esempio, se si verificasse un incidente in un’azienda all’interno di un’area di una città e i colpevoli fuggissero dalla scena con un veicolo attraversando un altro quartiere, i filmati di sorveglianza dell’azienda e quelli posti lungo il percorso contribuirebbero, insieme, ad avvalorare le ipotesi e a confermare le ricostruzioni della polizia. La tecnologia di riconoscimento delle targhe (LPR) integrata nelle telecamere stradali potrebbe essere utilizzata per identificare le persone coinvolte, tracciare il veicolo e stabilire la destinazione finale.

 

Come nei film

Proprio come nei film, i criminali della vita reale dedicano tempo e risorse per massimizzare le loro possibilità di ottenere il maggior guadagno. Più alta è la posta in gioco, maggiore è la ricompensa. Questo li incentiva a essere creativi, per progettare e commettere il crimine perfetto e farla franca. Spetta alle forze dell’ordine mettere in gioco un approccio altrettanto creativo, basato sulla collaborazione con altre organizzazioni, per comprendere e combattere il crimine. Lavorando insieme e utilizzando ogni strumento a loro disposizione, possono garantire un risultato migliore e assicurare più criminali alla giustizia.

 

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