6 domande che ti devi porre durante lo sviluppo del piano di protezione perimetrale

Piergianni Marana

Per proteggere un perimetro, non basta costruire un alto recinto sormontato da filo spinato. Un perimetro ben protetto deve prevedere diversi strati di difesa rafforzati da soluzioni di sicurezza.

Oggi più che mai, le aziende stanno comprendendo l’importanza di bloccare i criminali prima che possano danneggiare le proprietà o mettere in pericolo merci e dipendenti. In effetti, IFSEC ha osservato citando Research and Markets, una delle principali agenzie di ricerche di mercato, che il mercato globale della sicurezza perimetrale raggiungerà i 21 miliardi di dollari entro il 2020.

Nonostante ciò, ad oggi molte aziende sono ancora alle prese con lo sviluppo di un piano di protezione perimetrale. Per facilitare questo processo, ecco sei domande che potresti aver dimenticato di porti durante la stesura del progetto:

 

1. Come definire un “perimetro”?

Si possono considerare perimetri, tutti i confini fisici o virtuali che delimitano un’area dall’altra e la protezione perimetrale consiste nel salvaguardare aree o infrastrutture vulnerabili all’interno di tali perimetri.

Nel sviluppare un piano di protezione perimetrale, uno dei principali elementi da considerare è la dimensione del perimetro e l’attenzione va posta su ogni singolo metro che lo compone.

Altre attività da non sottovalutare:

  • Identificare tutti i possibili varchi di ingresso e di uscita
  • Esaminare il perimetro fisico, che può prevedere muri, recinzioni, barriere ambientali o di altro genere, vegetazione naturale
  • Considerare i potenziali effetti di un’intrusione

 

2. La tecnologia è aggiornata?

Sono diversi i motivi per i quali è importante utilizzare soluzioni di sicurezza aggiornate:

Mantenimento della conformità normativa: le pubbliche amministrazioni, la sanità, le municipalizzate e le imprese che lavorano per la pubblica amministrazione, onde evitare sanzioni, sono spesso obbligate dalla legge a mantenere aggiornate le proprie soluzioni di sicurezza fisica ed informatica.

Miglioramento dell’efficienza del prodotto: le tecnologie del video motion detection si sono evolute da un’analisi basata sui pixel ad un rilevamento più intelligente object-based che può generare allarmi basandosi sulla tipologia, dimensioni e velocità degli oggetti. I dispositivi IP stanno diventando sempre più potenti e possono eseguire analisi avanzate per il rilevamento e la riduzione dei falsi allarmi.

Protezione dagli attacchi informatici: le tecnologie IOT (Internet of Things), come telecamere IP e altri endpoint, risultano essere potenzialmente vulnerabili agli attacchi informatici perché sono connesse alla rete. Secondo un nuovo rapporto Deloitte, gli attacchi Distributed Denial-of-Service, comunemente noti come attacchi DDoS, stanno crescendo in numero e dimensioni. Questi, attraverso crash di sistema o bloccando l’accesso a funzionalità specifiche, possono paralizzare soluzioni e sistemi di sicurezza. Il download degli ultimi aggiornamenti/patch dei firmware ed applicazioni può aiutare a proteggere meglio le aziende dalle minacce informatiche.

Parlando degli aggiornamenti della soluzione, in primo luogo chiediti se sono state esplorate anche altre metodologie di rilevamento, come spire induttive interrate, barriere ad infrarossi passivi, radar, sensori a doppia tecnologia, barriere a microonde, telecamere termiche con videoanalisi, deterrenza audio e sistemi di illuminazione dinamica. In secondo luogo chiediti se queste si adattano al tuo perimetro e piano di protezione. Considera inoltre se la tecnologia che pensi di utilizzare è aperta all’integrazione con piattaforme di terze parti o se si configura come un sistema chiuso ed indipendente.

 

3. Le condizioni climatiche o ambientali influiscono sulle performance del sistema?

Le condizioni climatiche e ambientali possono avere una notevole influenza sugli apparati di sicurezza e sul loro livello di efficienza. All’interno di scenari con condizioni di illuminazione o retroilluminazione estreme,  l’utilizzo di telecamere a tecnologia analogica con inquadrature orientate verso il sorgere del sole, verso il  tramonto o che operano in notturna, potrebbero avere difficoltà a produrre immagini di qualità. In questo caso, le telecamere ottiche e termiche IP dotate di un buon Wide Dinamic Range (WDR) risultano essere le tecnologie più appropriate da utilizzare.

L’illuminazione, tuttavia, non è l’unico potenziale problema che i professionisti della sicurezza devono affrontare. La stabilizzazione delle immagini può diventare un problema quando le telecamere sono soggette a forti venti o vibrazioni generate da attrezzature in movimento. La stabilizzazione elettronica delle immagini (EIS) può ridurre notevolmente il tremolio dell’immagine causato da vibrazioni e vento ad alta e bassa frequenza.

Inoltre, per le strutture che operano in condizioni estreme, oltre alle specifiche di base, gli operatori devono prendere in considerazione anche altri aspetti come:

Umidità: in caso di condensa all’interno di un obiettivo di una telecamera le immagini possono risultare offuscate e l’elettronica può subire delle erosioni. Il design delle migliori telecamere tiene conto dell’umidità dotandole di ventole interne e tecnologia Quick Dry.

Condizioni ambientali: l’uso di telecamere per esterni con alloggiamenti in acciaio inossidabile o interamente in policarbonato può prevenire la corrosione causata dall’acqua di mare e persino da agenti detergenti.

Temperatura: Se la telecamera non è dotata di tecnologia speed-dry o del controllo della temperatura, sull’obiettivo potrebbe formarsi del ghiaccio, con conseguente sfocatura delle immagini, oppure la telecamera potrebbe non accendersi o farlo non correttamente.

Montaggio: non tutte le superfici sono uguali. Considerando il montaggio prima dell’installazione, è possibile proteggere meglio le telecamere da condizioni ambientali difficili e sbalzi di temperatura estremi.

 

4. Chi e come riceve l’allarme?

Per monitorare contemporaneamente più siti geograficamente distribuiti, molto spesso vengono utilizzate tecnologie di supervisione e monitoraggio video IP con accessibilità da remoto. Queste soluzioni consentono al personale addetto alla sicurezza di monitorare i siti direttamente dalle loro postazioni attraverso dei monitor; e alle pattuglie in campo attraverso l’utilizzo dispositivi mobili.

Le soluzioni di protezione perimetrale abbinate alla videoanalisi, sono in grado di valutare anche le situazioni avvisando il personale solo quando esiste una reale minaccia e di respingere soggetti o eventi non minacciosi, supportando i preposti alla sicurezza nella valutazione della natura del rischio e nell’adozione di adeguate contromisure. Questo livello di sicurezza aiuta le aziende a:

Ridurre i falsi allarmi e costi per la vigilanza identificando solo le minacce reali

Ridurre i danni alle attrezzature e alle proprietà con una risposta rapida ad una violazione del perimetro

Ridurre le interruzioni dell’attività: particolarmente importante negli aeroporti dove una singola violazione del perimetro può bloccare per ore i decolli, causando notevoli perdite economiche.

Le soluzioni di sicurezza con supervisione da remoto possono avvisare rapidamente il personale, garantendo che gli intrusi vengano bloccati prima o, nel peggiore dei casi, immediatamente dopo il verificarsi dell’ intrusione.

 

5. Come posso determinare cosa ha causato l’allarme?

Identificare ciò che ha causato un allarme o il tipo di minaccia, è reso più semplice con le giuste soluzioni di protezione perimetrale, ne citiamo alcune:

  • Termocamere con analisi video intelligente: meno falsi allarmi rispetto alle telecamere ottiche, meno sensibili alle condizioni ambientali, come pioggia, neve e nebbia. Alcune termocamere sono inoltre dotate di EIS per mantenere le immagini stabili anche in caso di vento. Possono rilevare la tipologia della minaccia a notevole distanza, ma non sono in grado di identificare l’identità di eventuali intrusi; se abbinate però ad un servizio di monitoraggio remoto, il personale addetto alla sicurezza avvertito tempestivamente sarà in grado di verificarlo di persona o attraverso delle telecamere ottiche.
  • Soluzioni dotate di Wide Dinamic Range: possono ricostruire le scene in modo che i dettagli possano essere visualizzati meglio anche in presenza di condizioni di illuminazione ambientale molto variabile.
  • Telecamere dotate di illuminatori infrarossi a 950nm: sebbene la luce infrarossa non generi colori naturali, sono in grado di illuminare scene buie. Le telecamere con illuminatori IR a 950nm sono perfette per situazioni dove le stesse debbano risultare discrete in quanto la luce emessa è invisibile all’occhio umano.

Per quanto possa comportare un aumento dei costi, spesso aggiungere semplicemente un’illuminazione ausiliaria a luce bianca ad ambienti troppo scuri può aiutare ad identificare meglio gli intrusi.

 

6. Qual è il mio livello di rilevamento?

Una preoccupazione fondamentale per il personale di sicurezza dovrebbe essere l’eliminazione dei punti ciechi lungo i perimetri. Ad esempio, devi chiederti: è importante riuscire a rilevare chiaramente una minaccia a 10 metri come a 300 metri? Se la risposta è “sì”, è opportuno guardare oltre i datasheets di una soluzione e valutare seriamente la situazione nella sua interezza.

Tutti i prodotti possono fallire se non sono installati e configurati correttamente. Conoscere quindi casi d’uso pratici e reali delle tecnologie di protezione perimetrale, nonché i loro limiti di rilevamento, può essere d’aiuto nel progettare soluzioni migliori, scopri i nostri casi d’uso.

Ad esempio, una termocamera con copertura superiore ai 300 metri può risultare un’ottima soluzione per una recinzione lineare, ma se si rendesse necessario per l’operatore identificare la natura dell’intrusione: umana o animale? Tutto questo potrebbe essere limitato dalle performance del sistema, dalle condizioni ambientali e dal terreno circostante.

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