Chi ci guarda le spalle al bancomat?

Pietro Tonussi

Nel corso del 2020 l’incremento dell’utilizzo degli strumenti digitali e informatici e le forti limitazioni negli spostamenti hanno certamente contribuito a un netto calo di furti, rapine in banca e attacchi agli sportelli ATM: rispetto al 2019, infatti, hanno subito un decremento pari al 16,9%, con 419 casi registrati e una leggera prevalenza di quelli falliti. Questi dati, presentati da Giovanni Gioia, Research Analyst ABIServizi di OSSIF, nel corso di una sessione sulla sicurezza fisica nell’ultima edizione dell’evento “Banche e Sicurezza”, se da un lato ci confortano, dall’altro non alleviano le nostre preoccupazioni, perché, oltre agli assalti fisici, rimane comunque alta la percentuale di attacchi informatici agli ATM. Sotto questo aspetto, dopotutto, come sottolineava nel 2018 un report di Positive Technologies, ben il 92% degli sportelli automatici (ATM) è vulnerabile e facile preda di attacchi da parte dei criminali informatici.

Questa insicurezza vale anche per coloro che utilizzano il bancomat per ritirare denaro o eseguire operazioni sul proprio conto: un recente studio, commissionato da Axis Communications e condotto da Extreme Nordics su 1.000 consumatori italiani, ha rilevato che il 79% degli intervistati si sente a rischio durante l’utilizzo degli sportelli automatici.

Nonostante questo timore, nelle due settimane precedenti il 70% aveva compiuto dei prelievi, a dimostrazione che il bisogno di contante prevale sui timori in materia di sicurezza. Per molti clienti infatti le principali interazioni con le banche avvengono tramite gli sportelli automatici. Il timore per la propria sicurezza durante il prelievo può però avere un impatto negativo sul proprio rapporto con la banca.

Il problema della sicurezza agli sportelli bancomat non scompare nonostante le modalità alternative di pagamento senza contanti stiano guadagnando terreno. L’indagine ha rilevato che il 50% degli intervistati tra i 18 e i 29 anni utilizza i bancomat almeno due volte al mese.

 

Una maggiore sicurezza per un maggior utilizzo degli ATM

È quindi evidente la necessità che i fornitori di servizi bancomat affrontino questi problemi in modo che gli utenti possano utilizzare gli sportelli tutte le volte che vogliono e prelevare tutto il contante che vogliono, piuttosto che la quantità di denaro con cui si sentono a loro agio in una strada buia a mezzanotte (o piuttosto che evitino del tutto di usarli).

Il sondaggio ha poi chiesto agli intervistati se pensano che la videosorveglianza li faccia sentire più sicuri. Il 56% degli interessati nelle città più grandi ha dichiarato che l’utilizzo della videosorveglianza li farebbe sentire più al sicuro.

In questo senso la tecnologia ha fatto passi da gigante. Siamo così arrivati a soluzioni flessibili ed efficienti migliorando la sicurezza degli asset aziendali (bancomat e agenzie) con un incremento della sicurezza del cliente. Questo grazie al digitale che consente una qualità di immagine superiore e l’utilizzo di algoritmi intelligenti uniti a sistemi audio.

Le telecamere di rete, come le serie AXIS P12 e AXIS F, possono archiviare le immagini su microSD/microSDHC a bordo telecamera. Questo significa poterle usare come backup per l’archiviazione di rete e che non è necessario disporre di apparecchiature aggiuntive come i videoregistratori digitali da inserire nei bancomat, riducendo ulteriormente i costi e aumentando la convenienza delle installazioni.

La videosorveglianza agli sportelli automatici può essere effettuata da telecamere connesse in modi che non siano invadenti per i clienti ma lo risultino per i criminali, dissuadendoli. Dall’indagine è emerso che solo il 22% degli intervistati ritiene che la videosorveglianza potrebbe interferire con la loro privacy. Quindi sembra che non ci preoccupiamo che qualcuno tenga d’occhio i nostri soldi – basta che non ci dica come spenderli!

 

Audio di rete per prevenire gli incidenti

L’audio di rete è uno strumento inestimabile per le soluzioni di sicurezza; può essere utilizzato sia in forma di messaggi preregistrati, innescati dalle analisi delle telecamere, sia come messaggio in tempo reale diretto a un’area sorvegliata.

Vediamo un esempio di come è stato utilizzato in prima linea per aiutare a prevenire sguardi indiscreti ai bancomat.

Due istituti bancari che gestiscono oltre 1.000 sportelli bancomat hanno cercato un metodo efficace per scoraggiare il “shouldering”, una pratica in cui si sbircia oltre la spalla della persona che preleva denaro per scoprirne il PIN.

La soluzione per entrambe è stata installare telecamere dotate di software per il rilevamento del movimento, per captare quando qualcuno si trova troppo vicino al cliente che sta usando il bancomat. L’analitica attiva quindi una registrazione vocale per diffondere tramite altoparlante il messaggio: “Si prega di mantenere la distanza dalla linea”. Inoltre, la telecamera registra la scena e invia una notifica alla sala di controllo della banca. Se la persona non rispetta il messaggio riprodotto, la sala di controllo può accedere un microfono per trasmettere il messaggio in tempo reale. Da quando la soluzione è stata installata la criminalità è diminuita del 30% circa.

Le trasformazioni tecnologiche nell’ambito della sicurezza stanno rivoluzionando il settore bancario. Abbiamo approfondito queste novità in due articoli già pubblicati sul nostro blog:
Un approccio human centered per trasformare la filiale bancaria
Le 8 migliori video analitiche e i principali trend nelle banche

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