I trend tecnologici 2019: sei innovazioni che stanno cambiando il nostro business e il settore della sicurezza

Johan Paulsson

Ritrovarci a fine anno a parlare dei trend tecnologici che pensiamo possano avere un impatto significativo sul nostro business nel corso del prossimo anno – e sul settore della sicurezza nel suo complesso – è ormai quasi una tradizione.

Non è mai facile fare previsioni sul futuro: se infatti alcune di queste tecnologie e di queste innovazioni avranno certamente un ruolo fondamentale a lungo termine, ciò che ci interessa oggi sono soprattutto quelle, tra di esse, che permettono di individuare un convincente caso d’uso nel breve termine.

Pensando al 2019, vediamo come un certo numero di trend non siano altro che un’estensione di quelli che abbiamo identificato all’inizio del 2018: quattro dei sei trend riportati qui sotto erano già presenti nella lista pubblicata 12 mesi fa. In queste aree abbiamo visto, nel corso dello scorso anno, alcune evoluzioni che hanno messo in luce nuove potenzialità per il prossimo anno. Quindi, non ci scuseremo per la ripetizione!

1. Intelligenza artificiale

Considerando la grande attenzione e le frequenti discussioni a proposito, possiamo perdonarti per aver pensato che l’Intelligenza Artificiale sta cambiando radicalmente ogni settore e ogni comparto industriale. Tuttavia, i più scettici potrebbero percepire l’assenza di applicazioni dimostrabili dell’Intelligenza Artificiale (e dei concetti associati di machine e deep learning). Se facessimo riferimento al modello di Hype Cycle di Gartner, a seconda dell’entusiasmo degli osservatori ci troviamo ancora tra il Picco delle Aspettative e la Fossa della Disillusione.

In realtà i progressi sono diversi da settore a settore e da applicazione a applicazione. In alcuni campi – come quello sanitario e in particolare riguardo all’individuazione di tumori – l’Intelligenza Artificiale sta già avendo un impatto positivo di una certa rilevanza. In altri ambiti, il progresso è più lento ma costante. La video sorveglianza è uno di essi.

 

Nel nostro settore, machine e deep learning sono applicati principalmente alle analitiche video, anche se ci aspettiamo che questa tecnologia diventi una componente importante di prodotti e applicazioni di genere molto diverso in futuro.

Nel corso del tempo diventerà uno strumento quotidiano per gli ingegneri del software e sarà inserito in molti diversi ambienti e strumenti. Eppure, ancora una volta, le sue applicazioni saranno guidate dai casi d’uso più promettenti, non dalla tecnologia in quanto tale.

Esiste la tentazione, nel settore della sorveglianza e della sicurezza, di promettere troppo in relazione alle nuove tecnologie. È stato esattamente il caso dell’IA nelle analitiche video e, in particolare, in alcune delle affermazioni fatte a proposito delle attuali applicazioni del deep learning. Con esso e con l’Intelligenza Artificiale – come in realtà per qualunque nuova tecnologia – il nostro impegno è di assicurarci che la sua implementazione sia solida, affidabile e che risponda alle esigenze reali dei clienti.

Il deep learning consiste di due differenti fasi: quella di addestramento e quella di esecuzione. La prima richiede molta capacità di elaborazione, molto tempo e molti dati: verrà dunque con ogni probabilità condotta su un server e/o in cloud, mentre il fine tuning si dovrà svolgere sui margini – l’edge dove i dati sono prodotti. Un buon collegamento con il nostro prossimo trend.

La fase di esecuzione – che richiede che i dati così consolidati vengano messi al lavoro – può essere svolta ad ogni livello all’interno del sistema e dipenderà unicamente dl potere di elaborazione richiesto e dalla velocità dell’applicazione.

La ricerca e i progressi continueranno, in modo costante, e porteranno miglioramenti e benefici progressivi nel corso del prossimo anno, piuttosto che un cambiamento radicale.

 

2. Cloud e edge computing

Se l’Intelligenza Artificiale potrebbe essere posta tra le prime fasi dell’Hype Cycle di Gartner, è possibile affermare che il cloud computing sia ormai consolidato e diretto verso l’Altopiano della produttività – se non già saldamente sopra di esso. Ben poche organizzazioni, nel settore pubblico come in quello privato, non stanno già utilizzando servizi in cloud, almeno a un livello base, e molte tra esse hanno spostato le loro intere infrastrutture su modelli basati su questa tecnologia.

Detto questo, va sottolineato che il cloud computing è basato sull’elaborazione centralizzata di uno o più data center. Con la proliferazione esponenziale di dispositivi connessi attraverso l’Internet of Things (IoT), anche il totale di dati prodotti cresce proporzionalmente. Se pure fossero creati più data center con capacità all’avanguardia, questo tsunami di dati potrebbe diventare insostenibili.

Una circostanza che può rivelarsi particolarmente critica in settori come la video sorveglianza in cui, nonostante lo sviluppo di tecnologie progettate per ridurre le necessità di archiviazione e di larghezza di banda (bandwidth), le richieste di dati sono ancora significative.

È qui che i benefici dell’edge computing (o elaborazione al margine) emergono in primo piano. In termini semplici, come suggerisce il nome stesso, l’edge computing pone il grosso dell’elaborazione dei dati ai margini di una rete, molto vicino al punto in cui i dati sono raccolti dai sensori e prima del loro trasferimento a un data center.

Un beneficio particolare di questa tecnologia si manifesta in alcuni settori e riguarda alla velocità dell’elaborazione e alla capacità di agire in base ai dati appena raccolti. Prendiamo, per esempio, un veicolo a guida autonoma. Senza questa elaborazione sui margini – dove sia l’acquisizione che il processamento dei dati avviene all’interno del veicolo stesso – il ritardo nelle comunicazioni con un data center in cloud, se pure di pochi millisecondi, potrebbe fare la differenza tra un veicolo che evita un incidente o la conseguenza opposta.

Nel nostro settore, l’edge computing si riferisce alla possibilità di processare i dati all’interno della videocamera stessa. Un ambito che forse non è sensibile come la possibilità di evitare incidenti stradali, ma in cui i benefici sono altrettanto significativi. In primo luogo, l’elaborazione iniziale di dati all’interno della videocamera può ridurre in modo significativo le esigenze di banda sia per il trasferimento dei dati che per la loro archiviazione. Inoltre, i dati possono essere resi anonimi e criptati prima del loro trasferimento, rispondendo anche alle esigenze di sicurezza e di privacy.

In conclusione, cloud e edge computing non potranno mai essere alternativi: queste due tecnologie devono lavorare in parallelo per garantire un beneficio più grande.

 

3. Personalizzazione e privacy

Negli anni a venire, il 2018 potrebbe essere considerato come l’anno in cui la consapevolezza pubblica dell’importanza della privacy, per quanto riguarda l’uso dei dati personali, ha raggiunto il suo picco. Per gli attori dei settori pubblico e privato, il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’Unione Europea ha posto sotto esame – come mai accaduto prima – il modo in cui le organizzazioni raccolgono, archiviano, condividono e utilizzano le informazioni personali (incluse quelle raccolte attraverso la video sorveglianza). Per il pubblico generico, comunque, è più probabile che l’evento che ha alzato l’attenzione e la preoccupazione riguardo a ciò che accade ai nostri dati online siano state le questioni riguardanti l’utilizzo dei dati da parte di Facebook.

Viviamo in un mondo in cui siamo abituati a ricevere ottimi servizi online in cambio della cessione, consapevole o meno, di un numero significativo di dati. Dopotutto, i dati vengono usati da Facebook, Amazon, Google e altri per aumentare il valore di questi servizi grazie ad un alto livello di personalizzazione. A molti, comunque, è sembrato che il limite tra l’utile personalizzazione e l’invasione della privacy sia stato oltrepassato, e le voci riguardo al fatto che gli assistenti vocali possano ascoltare e registrare le conversazioni domestiche potranno solo far crescere questo disagio.

In definitiva, la fiducia tra le organizzazioni e i propri clienti sta diventando una risorsa sempre più importante e tangibile. Ad esempio, recenti ricerche dalla società di consulenza Accenture hanno mostrato una correlazione tra la fiducia degli stakeholder e il fatturato. Le preoccupazioni riguardo all’approccio alla privacy e all’uso dei dati personali da parte di una società saranno tra gli aspetti che influenzeranno maggiormente la fiducia verso un’azienda già nel prossimo futuro.

 

4. Cybersecurity

Può un trend continuare ad essere considerato tale quando ogni anno se ne parla, con crescente preoccupazione?

Qualunque sia la vostra risposta a questa domanda, è impossibile pensare alle questioni che influenzeranno ogni settore nel corso di quest’anno senza menzionare la cybersecurity. Facendo riferimento al punto precedente, è del tutto evidente che uno dei modi più veloci di minare la fiducia tra una società e i suoi clienti (e azionisti) sia attraverso una violazione della sicurezza informatica. Per informazioni, potete chiedere a British Airways.

La cybersecurity non sarà mai del tutto risolta perché i criminali informatici (e sempre più spesso gli stati nazionali) non smetteranno mai di cercare e sfruttare le vulnerabilità. Queste organizzazioni sono incredibilmente ben finanziate e organizzate e possono innovare in modo molto più veloce delle società che devono aderire alle regolazioni del proprio settore. Gli attacchi stanno diventando sempre più sofisticati mentre il numero di dispositivi connessi significa che le potenziali vulnerabilità e i punti di accesso poco sicuri stanno crescendo esponenzialmente.

Una particolare area di vulnerabilità che è stata recentemente evidenziata risiede nella supply chain, dove la mancanza di buone pratiche relative alla cybersecurity o deliberate azioni malevole possono portare a violazioni della cybersecurity sia nel software che nell’hardware.

La provenienza dei prodotti è oggi più che mai critica: le aziende manifatturiere devono essere sicure che ogni nodo nella loro supply chain sia sicuro quanto dovrebbe essere.

 

5. Tecnologie smart per ottenere vantaggi ambientali

Abbiamo già visto che le analitiche video possono essere utilizzate come uno strumento di pianificazione operativa dalle organizzazioni che cercano di migliorare l’efficienza energetica all’interno degli uffici, con gli annessi benefici positivi per l’ambiente. Ma i nuovi tipi di sensori possono misurare con accuratezza ancora maggiore l’impatto ambientale nei vari spazi di un’organizzazione, agendo come veri e propri “nasi artificiali” altamente sensibili e calibrati per riconoscere forme differenti di energia. La rilevazione di immagini termiche, invece, può essere utilizzata per evidenziare le zone di dispersione energetica.

Per esempio, un ambito critico in cui questi sensori possono migliorare la consapevolezza, la comprensione e lo sviluppo di azioni correttive è quello della qualità dell’aria. Sia all’interno degli edifici che in ambienti urbani esterni l’impatto negativo sulla salute e i costi associati stanno diventando uno dei principali temi contemporanei.

Questo tipo di applicazioni aumentano il valore delle organizzazioni attraverso efficientamento e risparmi (oltre, se tutto va bene, benefici per la salute) ma le aiutano anche a raggiungere i propri obiettivi ambientali e di sostenibilità.

 

6. Integrazione di sistemi che guida azioni intelligenti

Aensori come quelli sopra descritti possono portare significativi benefici anche autonomamente. Ma l’ultimo trend che prevediamo in crescita nel 2019 sarà proprio la combinazione e l’integrazione di questi sensori per indurre ad azioni “smart”.

Ad esempio, in una smart city, un sensore di movimento connesso a un passaggio a livello può azionare una camera che, a sua volta, potrebbe far partire un allarme nella centrale operativa permettendo una risposta rapida e appropriata. Oppure, un sensore ambientale può permettere a una telecamera o una termocamera nel riconoscere rapidamente fiamme libere o versamenti, attivando allarmi che garantiscano una risposta più rapida ed efficace.

Se si prende in considerazione l’intera gamma di sensori disponibili – da quelli termici a quelli di movimento, da quelli atmosferici a quelli video – i modi in cui essi possono essere combinati sono infiniti così come i benefici potenziali di questa attività.

La tecnologia continua a evolversi a un ritmo rapido e sempre più accelerato. Se è semplice farsi distrarre dalle potenzialità di questi nuovi trend e innovazioni, ciascuno di essi deve essere preso in considerazione in relazione alle applicazioni che possano restituire un impatto positivo e un valore aggiunto alle organizzazioni e ai cittadini.

Questa rimane la lente attraverso la quale guardiamo i trend tecnologici e le loro applicazioni, e il 2019 promette di essere un nuovo eccitante anno da passare portando le nuove tecnologie sul mercato in modi sempre più efficaci.

 

infographic_tech_trends_numbers_it_1901_hi (002)

 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato in lingua inglese sul blog globale Secure Insight.