L’aggregazione dei Big Data nelle Smart City

Andrea Sorri

Il futuro delle smart city dipende dalla capacità di aggregare e interpretare i dati sfruttando le potenzialità dei nuovi sensori intelligenti interconnessi.

 

Quando parliamo di smart city, e pensiamo alle applicazioni che le caratterizzano, ci figuriamo un sistema capace di raccogliere una grande quantità di dati da diverse fonti per poi elaborarli. Un esempio di questa attività è l’analisi delle stime sugli inquinanti atmosferici per valutare la qualità dell’aria.

Gli obiettivi sono chiari. Ma come viene svolta questa aggregazione di dati? Quali algoritmi analitici vengono applicati?

Il primo passo, in questi casi, è sempre la rilevazione svolta da strumenti e dispositivi presenti in varie zone della città.

In Axis siamo abituati ad avere un approccio centrato sulle video camere e sulla raccolta di materiale visivo. Consapevoli della necessità di rispondere a necessità sempre più stringenti da parte dei nostri clienti e del mercato, nel corso degli anni abbiamo ottimizzato le nostre videocamere per renderle capaci di coprire diverse applicazioni nel contesto delle smart city.

Grazie a questo lavoro di ricerca e innovazione, le nostre soluzioni sono oggi in grado di raccogliere dati relativi al traffico come il numero di veicoli, la velocità media per corsia, l’occupazione della carreggiata, la classificazione della vettura o la dinamica del traffico, se statico o in movimento.

Ma il nostro apporto non si limita a strade e veicoli, includendo anche la possibilità di rilevare i dati relativi alle persone e alle presenze umane in un’area: conteggio delle persone, numero di spettatori ad un evento, capacità dello stadio, volume della folla e così via. Uno stato di cose che apre ad ulteriori possibilità che saranno aggiunte in futuro.

 

Big Data e Smart Cities, la città del futuro

Non stupisce dunque ritrovare menzionate queste attività, in un recente studio pubblicato dall’advisor internazionale Black & Veatch, tra le più importanti per le nuove Smart Cities: mobilità elettrica, comunicazione, sicurezza. Aree che mostrano un certo livello di complessità e la cui risoluzione influirà sensibilmente sullo sviluppo delle smart city.

Il rapporto del 2018 esplora il panorama attuale degli sforzi compiuti dalle “città intelligenti” e misura il mutamento del coinvolgimento tra i principali gruppi di stakeholder, i servizi pubblici e i fornitori di tecnologia. Gli esperti di Black & Veatch hanno esaminato come le collaborazioni con le comunità e gli approcci di finanziamento innovativi stiano guidando progetti smart city in Arizona, a Seattle e a San Diego, i cui risultati mostrano che è possibile gestire e vivere in un’infrastruttura più intelligente.

Come fornitori di prodotti e servizi strategici per lo sviluppo di questi progetti, il nostro compito è anche quello di aiutare amministrazioni cittadine e locali a confrontarsi con la gestione e l’analisi data l’impressionante quantità di dati prodotti dai dispositivi IoT. Come sottolinea il documento, “spostare le iniziative di smart city a un livello superiore non sarà facile, specialmente se i leader delle comunità continueranno a confrontarsi con un pubblico scettico“. Solo con “con la pianificazione, il supporto e la comprensione, combinati con la visione e la collaborazione, le città possono trasformarsi in smart city e garantire un futuro più resiliente e sostenibile”.

Un tema particolarmente rilevante anche nel nostro paese, in cui alcune città stanno iniziando a dotarsi di sistemi di controllo dei flussi di turisti e di visitatori. E’ il caso di Venezia, che ha recentemente sperimentato un sistema integrato videocamere-tornelli per limitare l’affollamento nelle ore più trafficate: una soluzione che, nel prossimo futuro, potrebbe essere perfezionata da un maggior utilizzo di soluzioni non invasive, adottando ad esempio videocamere IoT.

 

Telecamere con sensori aggiuntivi

Bisogna poi considerare che, per quanto siano intelligenti le telecamere, ci sono alcune cose che molto probabilmente non saranno mai in grado di fare a causa di limitazioni tecniche o costi ancora. Ad esempio, le videocamere possono vedere e ascoltare, ma non possono riconoscere gusti e odori, toccare o valutare la durezza di quanto osservano.

Per colmare questa lacuna e sviluppare nuove applicazioni per smart city, stiamo collaborando con Libelium, una società che sviluppa sensori e reti di rilevazione.

Libelium offre sensori che misurano le condizioni ambientali come la qualità dell’aria, la temperatura e l’umidità, la qualità dell’acqua e i livelli di rumore, tra gli altri. Le telecamere Axis e i sensori Libelium possono essere combinati e collegati a qualsiasi piattaforma cloud per consentire la raccolta e l’aggregazione di tutti questi vari flussi di dati in modo semplice e integrato. Gli algoritmi analitici avanzati possono quindi sfruttare questa aggregazione di dati per generare informazioni preziose che potrebbero aiutare a risolvere alcune delle sfide urbane più comuni e che potrebbero essere personalizzate secondo le esigenze di ogni città.

 

L’applicazione dell’analisi dei big data alle smart city è un’area davvero interessante sui cui lavorare – iniziamo solo ora a vedere cosa potrà succedere in futuro.

 

Questo articolo è apparso originariamente in lingua inglese sul Blog globale Secure Insight.