Un obiettivo o un gruppo obiettivo in una telecamera di rete svolge diverse funzioni, tra cui:
Un aspetto da prendere in considerazione quando si sceglie una telecamera è il campo visivo richiesto, ossia l’area di copertura e il livello di dettaglio da visualizzare. Il campo visivo è determinato dalla lunghezza focale dell’obiettivo e dalla dimensione del sensore immagini; entrambi sono specificati nella scheda dati della telecamera di rete.
La lunghezza focale di un obiettivo è definita come la distanza tra l’obiettivo di entrata (o un punto specifico in un gruppo obiettivo complesso) e la parte in cui convergono tutti i raggi di luce in un punto (solitamente, il sensore immagini della telecamera). Maggiore è la lunghezza focale, più ristretto è il campo visivo.
Il metodo più veloce per determinare la lunghezza focale dell’obiettivo richiesta per un determinato campo visivo consiste nell’utilizzare un calcolatore dell’obiettivo rotante o un calcolatore dell’obiettivo online www.axis.com/tools, entrambi disponibili in Axis. La dimensione del sensore immagini di una telecamera di rete, solitamente 1/4”, 1/3”, 1/2” e 2/3”, deve essere utilizzata anche nel calcolo. Lo svantaggio di utilizzare un calcolatore di obiettivo è che non prende in considerazione possibili distorsioni geometriche di un obiettivo.
Il campo visivo può essere classificato in tre tipi:
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Esistono tre principali tipi di obiettivo:
Se una telecamera di rete consente di utilizzare un obiettivo intercambiabile, è importante scegliere un obiettivo adatto alla telecamera. Un obiettivo adatto a un sensore immagini da 1/2” può essere usato con sensori da 1/2”, 1/3” e 1/4”, ma non con sensori da 2/3”.
L’uso di un obiettivo adatto a un sensore immagini di dimensioni inferiori rispetto a quello installato nella telecamera provoca l’annerimento degli angoli delle immagini , mentre l’uso di un obiettivo adatto a un sensore immagini di dimensioni maggiori rispetto a quello installato nella telecamera provoca la visualizzazione di un campo visivo più ristretto, poiché parte delle informazioni al di fuori del sensore immagini verranno perse. Questa situazione crea un effetto teleobiettivo in quanto l’immagine sembra ingrandita.
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Quando si sostituisce un obiettivo su una telecamera con risoluzione megapixel, è necessario un obiettivo di alta qualità perché i sensori megapixel hanno pixel molto più piccoli di quelli di un sensore VGA (640x480 pixel). È importante scegliere una risoluzione dell’obiettivo appropriata alla risoluzione della telecamera per utilizzare completamente le funzionalità della telecamera.
Quando si cambia un obiettivo, è anche importante sapere il tipo di montaggio dell’obiettivo previsto
dalla telecamera di rete. Esistono due principali standard per telecamere di rete: montaggio
CS e montaggio C. Entrambi presentano una filettatura da 1” e le stesse caratteristiche, ma differiscono
in termini di distanza tra l’obiettivo e il sensore una volta installati sulla telecamera:
È possibile montare un obiettivo C su una telecamera predisposta per obiettivi CS utilizzando semplicemente un distanziatore da 5 mm (anello adattatore C/CS). Se la telecamera non consente di mettere a fuoco correttamente le immagini, è possibile che sia stato montato un obiettivo errato.
See also: Lenses for thermal cameras using TA mounts
In condizioni di scarsa illuminazione, in particolare in ambienti chiusi, un fattore importante per una telecamera di rete è la capacità di raccolta della luce dell’obiettivo. Questa può essere determinata dal rapporto F dell’obiettivo, anche noto come “f-stop”. Un rapporto F definisce quanta luce può passare attraverso l’obiettivo. Un rapporto F è il rapporto tra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro dell’apertura o diametro del diaframma, ossia: Rapporto F = lunghezza focale/apertura.
Più basso è il valore del rapporto F (lunghezza focale ridotta rispetto ad apertura o apertura grande rispetto a lunghezza focale), migliore è la capacità di raccolta della luce dell’obiettivo; ossia, più luce arriva attraverso l’obiettivo al sensore immagini. In condizioni di scarsa illuminazione, un valore più basso del rapporto F solitamente garantisce una qualità dell’immagine migliore. Alcuni sensori, tuttavia, possono non essere in grado di sfruttare un rapporto F più basso in condizioni di scarsa illuminazione. Un rapporto F più alto, d’altra parte, aumenta la profondità di campo, descritta nella sezione 3.2.6. Un obiettivo con un rapporto F basso è solitamente più costoso di un obiettivo con un rapporto F alto.
I rapporti F sono spesso indicati utilizzando l’espressione F/x. La barra indica il segno di divisione. Un rapporto F/4 indica che il diametro del diaframma è uguale alla lunghezza focale divisa per 4; quindi, se una telecamera ha un obiettivo da 8 mm, la luce deve passare attraverso un’apertura del diaframma di 2 mm di diametro. Sebbene gli obiettivi con diaframma regolabile automaticamente (diaframma DC) abbiano una gamma di rapporti F, spesso viene specificato solo il valore massimo della capacità di raccolta della luce della gamma (rapporto F più basso).
La capacità di raccolta di luce o il rapporto F di un obiettivo e il tempo di esposizione (ossia, la quantità di tempo che un sensore immagini è esposto alla luce) sono i due elementi principali che controllano la quantità di luce che un sensore immagini riceve. Un terzo elemento, il guadagno, è un amplificatore utilizzato per rendere l’immagine più luminosa. Tuttavia, aumentando il guadagno aumenta anche il livello di disturbo (granulosità) in un’immagine; pertanto, si consiglia di modificare il tempo di esposizione o l’apertura del diaframma.
In alcune telecamere Axis è possibile impostare valori limite per il tempo di esposizione e il guadagno. Maggiore è il tempo di esposizione, maggiore è la quantità di luce che un sensore immagini riceve. Gli ambienti luminosi richiedono un tempo di esposizione più breve, mentre ambienti con scarsa illuminazione richiedono un tempo di esposizione più lungo. È importante tenere presente che aumentando il tempo di esposizione aumenta anche la possibilità di immagini sfocate, mentre aumentando l’apertura del diaframma è possibile che il campo visivo risulti ridotto.
È consigliabile scegliere un tempo di esposizione più breve in caso di movimenti rapidi o quando è necessaria un’elevata velocità di trasmissione. Un tempo di esposizione più lungo migliora la qualità dell’immagine in condizioni di scarsa illuminazione, ma può determinare immagini sfocate e ridurre la velocità di trasmissione totale, poiché per l’esposizione di ciascun fotogramma è necessaria una maggiore quantità di tempo. In alcune telecamere di rete, l’impostazione automatica dell’esposizione significa che la velocità di trasmissione aumenterà o diminuirà in base alla quantità di luce disponibile. Solo quando la quantità di luce diminuisce è importante prendere in considerazione aspetti quali la luce artificiale, la velocità di trasmissione prioritizzata o la qualità dell’immagine.
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In ambienti chiusi dove le condizioni di luce possono essere costanti, è possibile utilizzare un diaframma a controllo manuale. Questo tipo di obiettivo prevede un anello per regolare il diaframma oppure il diaframma viene fissato a un determinato rapporto F. Questa seconda soluzione viene utilizzata da Axis per telecamere di rete da interni.
È consigliabile utilizzare un obiettivo con diaframma regolabile automaticamente per ambienti esterni e con condizioni di illuminazione che cambiano costantemente. L’apertura del diaframma viene controllata dalla telecamera e continuamente modificata per garantire il livello di luce ottimale per il sensore immagini se le impostazioni dell’esposizione e del guadagno non sono disponibili o utilizzate nella telecamera di rete. Il diaframma può anche essere utilizzato per controllare la profondità di campo (descritta nella sezione seguente) e per ottenere immagini più nitide. La maggior parte degli obiettivi con diaframma automatico è controllata dal processore della telecamera tramite corrente diretta (DC) ed è quindi nota come “diaframma DC”. Tutte le telecamere Axis per esterni, fisse, a cupola fisse, PTZ o a cupola PTZ, utilizzano un diaframma DC o automatico.
Vedere anche:
Tipi di sistemi di controllo del diaframma:
fisso, manuale, automatico, preciso (P-Iris)
Un criterio che può essere importante per un’applicazione di videosorveglianza è la profondità di campo. La profondità di campo si riferisce alla distanza davanti e oltre il punto di messa a fuoco in cui gli oggetti appaiono nitidi. La profondità di campo può essere importante, ad esempio, per il controllo di un parcheggio, dove è possibile che sia necessario identificare targhe di automobili a una distanza di 20, 30 e 50 metri (60, 90 e 150 piedi).
La profondità di campo è influenzata da tre fattori: lunghezza focale, diametro del diaframma e distanza della telecamera dal soggetto. Una lunghezza focale lunga, un’apertura del diaframma grande o una distanza minima tra la telecamera e il soggetto limitano la profondità di campo.
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